Con la sentenza del 2 luglio 2026 nel caso Dragoni e altri c. Italia, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha accertato la violazione dell’articolo 8 della Convenzione (diritto al respect della vita privata e familiare) in una delicata vicenda di adozione forzata e rescissione permanente dei legami familiari. I ricorrenti sono stati assistiti e rappresentati con successo dinanzi alla Corte dall’Avv. Grégory Thuan Dit Dieudonné.
La CEDU ha censurato l’operato delle autorità italiane per non aver fornito il supporto necessario ai genitori e per aver interrotto immediatamente i contatti con la minore in pendenza di procedimento, ignorando i successivi miglioramenti della situazione familiare e escludendo ingiustamente anche i nonni dal legame con la nipote. La Corte ha liquidato oltre 100.000 euro di risarcimento complessivo per i danni subiti.
Punto chiave: La sentenza, ottenuta grazie al patrocinio dell’Avv. Thuan Dit Dieudonné, ribadisce che l’adozione irreversibile deve essere l’estrema ratio e apre la strada a un rinnovato e immediato esame della situazione familiare dinanzi ai tribunali italiani.

Lascia un commento